martedì 11 giugno 2013

GRAZIANEDDU A VIGEVANO



Il precedente arresto di Graziano Mesina, massimo esponente del banditismo sardo,arrestato in questi giorni per spaccio di droga, è avvenuto a Vigevano. Era il 1985 e Grazianeddu scappò dal carcere di Milano (come si dà conto in Pizza Sangue e Videopoker), per incontrare la sua fidanzata dell'epoca, la ventinovenne milanese Valeria Fusè. Grazianeddu riparò in via D'Avalos a casa di Antonino Papalia, “pregiudicato per truffa”, scrivevano i giornali dell'epoca, e fratello del medico ed esponente socialista Giandomenico. L'operazione avvenne di notte e più volte ci venne raccontata da Angelo Gaviglio, fotoreporter scomparso prematuramente che avrebbe dovuto corredare “Pizza Sangue Videopoker” con le sue fotografie. Mesina, portato in tribunale a Vigevano dai carabinieri del Capitano Giovanni De Vittorio, Mesina ebbe contatto con i cronisti dell'epoca. Con nessuno dei cronisti dei giornali del continente il bandito volle parlare. Per rompere gli indugi ci volle un cronista di un giornale sardo, l'unico con il quale Mesina accettò di parlare. La vicenda dell'arresto ha avuto anche un epilogo tragico. Antonino Papalia, uomo demodè e cortese, come lo descrivevano i cronisti dell'epoca, si scusò con tutti i vicini “per il trambusto”. Dopo un mese, ospite di alcuni parenti in Oltrepo, si tolse la vita, dicendo un semplice “vi saluto tutti”.

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